Stampare a piombo è per un autore la
cosa più sexy che possa sperare per i propri testi.
Il piacere tattile dei caratteri che hanno morso la carta
non si scorda più.
Se al piacere che l’oggetto libro può dare
si aggiunge il gusto di
stampare col torchio la pagina composta di propria mano,
allora l’esperienza della scrittura diviene qualcosa
di simile all’atto dello scultore che incide la pietra.
Anobio Editore nasce dall’esperienza
maturata da Giulio Laurenti nella creazione di www.nonleggere.it
web-tv letteraria
nata nel 2001.
L’idea è di coinvolgere gli
autori nel processo “manifatturiero” della stampa
e di farli collaborare con gli artisti che si occuperanno
dell’aspetto extra- testuale: immagini a stampa,
musica o altro alle presentazioni dei libri.
Ci stiamo dotando di macchinari tipografici
che vanno dal torchio
alla pianocilidrica, dalla Linotype alla Monotype, fino
ovviamente a coinvolgere l’ultimo anello della catena
(in senso temporale), ovvero il computer.
Non dunque una stamperia dal gusto retrò
ma un’officina
dove poter usare i mezzi più disparati col fine di
creare
e soprattutto diffondere libri ben fatti di bella poesia,
bella letteratura, buone idee (la collana Assaggi).
Come diceva Balzac, si possono scambiare
le cure del torchio
da vino per quelle del torchio da stampa. Anobio ha sede
nella Tenuta di Pian delle Crete, a Vetralla, dove si producono
vino e olio con l’agricoltura biologica.
Anobio, il tarlo della carta, scava la carta
nutrendosi di libri.
“Che vergogna per la nostra epoca fabbricare
libri privi di durata”
Le illusioni perdute, 1837